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21 Maggio 2010
Paolo, Legnano (MI)
Ciao Luca, sono un tuo sostenitore da tempo anche se gioco a poker online da qualche mese con risultati discreti. Mi sono sempre chiesto se è meglio essere aggressivi o pazienti in un torneo online. Spesso finisco in tavoli dove tutti tentano l'all in quasi subito, mi pare troppo, o mi sbaglio? Mi piacerebbe sapere che tecniche usi. Quando sei paziente e quando aggressivo? E poi quale è stato il primo torneo che ti ha fatto capire di essere un grande giocatore?
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Ciao Paolo e grazie per la domanda. Mi poni una questione tecnica importante, quella della strategia in un torneo di poker. In verità non esiste un unico modo di impostare la gara, ma esiste quello che meglio si adatta al nostro stile di gioco. Tuttavia ci sono alcuni elementi che devono essere considerati, qualunque sia lo stile che adottiamo. Per prima cosa si deve tenere presente la durata e il numero di giocatori di un torneo. Essere primi alla seconda mano in un torneo che durerà molte ore, se non addirittura giorni, può essere molto relativo. Quindi buttarsi subito allo sbaraglio non è la scelta più sensata. Anzi, conviene essere abbastanza prudenti e caso mai approfittare della presenza di giocatori che rischiano tutto subito, aspettandoli con una buona mano. Andare in all in troppo presto, con mani marginali è insensato: se nessuno ha niente allora si vince molto poco (si rubano i bui), se qualcuno invece ha una mano forte si viene eliminati dal torneo. Insomma si rischia tantissimo per vincere quasi niente. L'all in è sempre una scelta limite, che il forte giocatore usa solo in circostanze molto precise e solamente se costretto. Nelle fasi iniziali di un torneo medio-lungo il mio consiglio è di essere abbastanza prudenti, selezionare bene le mani e rilanciare solo con quelle davvero forti, dal momento che con bui bassi i giocatori avranno la tendenza a chiamare con facilità i rilanci. Con l'avanzare del torneo e l'aumento dei bui il gioco si fa decisamente più aggressivo e in quel caso ha senso rischiare qualcosa in più.
Per quanto riguarda la mia attività di giocatore di tornei credo che l'episodio chiave della mia carriera sia stato il terzo posto all'EPT di Barcellona nel 2004: da lì in poi ho capito che potevo puntare in alto con il poker e trasformarlo in una professione. E poi è arrivata anche la sponsorizzazione di Pokerstars.






Il mondo di un campione. Fatto non solo di carte, sguardi e bluff, ma soprattutto di storie di vita da raccontare. A quella di Luca Pagano non manca niente. A partire dall’eccitazione della prima “spizzataâ€, l’esaltazione per quello che sembrava il primo successo e si rivelò invece una sconfitta da “polloâ€. Anche i campioni cominciano dal basso, come tutti, ma la loro strada li porta ad affrontare momenti difficili, con un paio di occhiali da sole e il sangue freddo di chi ha sempre creduto in se stesso.

