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DIARIO DI BORDO - Scaldando i motori per Sanremo...

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L'EPT è da sempre la competizione di Texas Hold'em che preferisco e dove sono riuscito a raggiungere i migliori risultati, su questo non c'è dubbio. Ma giocare un EPT in Italia ha proprio un sapore diverso. E' ancora più elettrizzante, l'idea di avere addosso gli occhi di tanti appassionati, molti dei quali tifano proprio per me, mi carica tantissimo. E poi ci sono amici, parenti (mio papà in primis, coinvolto nell'organizzazione del torneo) che mi seguono in diretta. La voglia di ben figurare c'è tutta, anche se a dire la verità fin qui l'EPT a Sanremo è stato un po' avaro di risultati per me. Ho ben figurato un po' in tutta Europa durante le tappe dell'EPT (ho raccolto risultati in Spagna, Francia, Germania, Irlanda, Danimarca, Polonia e Repubblica Ceca), ma la “bandierina†in casa non sono ancora riuscito a piazzarla. Motivo in più per essere al top.

Come ci prepara per un EPT in Italia? In realtà come per qualsiasi gara importante: ovvero arrivando in buona forma fisica e mentale. Riposo, concentrazione e studio del torneo a tavolino. La cosa che temo di più è la distrazione. Essendo coinvolto anche nell'organizzazione del torneo (attraverso la società che condivido con mio padre Claudio e che da anni si occupa di organizzare tornei di poker nei casinò italiani), rischio un po' che il mio pensiero possa andare sui problemi relativi al buon andamento della manifestazione. Non devo, perché avrò bisogno di rimanere al 100% sul gioco, ma soprattutto perché posso confidare sulla presenza di mio padre e di un collaudatissimo staff di professionisti del settore. Niente scuse quindi e solo poker.

E poi c'è Sanremo, una città che amo molto e che frequento ormai da 5 anni, da quando cioè ho iniziato ad organizzare tornei di Texas Hold'em in Riviera. Mi piace, mi rasserena e mi scalda. Ho conosciuto tante persone in questi anni che non perdono mai l'occasione per manifestarmi la loro cortesia e al tempo stesso il loro apprezzamento per aver portato nella città dei fiori un movimento in continua espansione come quello del poker. Tutta la città ne ha beneficiato, questo è evidente. E' tempo di ricambiare questa stima portando a casa un bel risultato e perché no, magari facendo in modo che la picca di Pokerstars resti in Italia. Mi aspetto una competizione molto dura e selettiva, con tanti top players italiani e stranieri al via. Ma dovranno anche loro fare molta attenzione a me! E quindi via, si torna a Sanremo per la terza volta per la tappa italiana dello European Poker Tour di Pokerstars; e io sto scaldando i motori...

 

Seguitemi su questo pagine, vi terrò aggiornati sull'andamento del mio torneo!

 

Ciao a tutti

  

Luca Pagano

DIARIO DI BORDO – Quando l'allievo supera il maestro!

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Ho sempre sentito dire che è nell'ordine delle cose che l'allievo superi il maestro, ma a me non era mai capitato. Almeno fino a ieri sera. Ero a Nova Gorica, per disputare il tavolo finale dell' “All Stars of Pokerâ€, torneo promosso da Pokestars.it in collaborazione con Endemol, che prevedeva giocatori qualificati attraverso tavoli eliminatori live disputati durante le tappe dell'Italian Poker Tour. Manifestazione molto piacevole alla quale avevo preso parte, qualificandomi, alla prima eliminatoria disputata a Sanremo nel dicembre scorso.

Devo dire che nella mia carriera di giocatore di poker ho avuto molti “maestriâ€, molti punti di riferimento per tecnica, stile e personalità. Tra questi ci sono sicuramente Daniel Negreanu, Joe Hachem, Greg Raymer e Jennifer Harman. Ma chi per primo mi ha instradato al poker professionistico, prendendomi sotto la sua ala quando ancora ero agli inizi e inserendomi nel suo “team†di giovani promesse è stato Marcel Luske.

E proprio con lui ieri sera mi sono trovato a disputare l'heads up finale. Potete immaginare la mia gioia e la mia emozione nell'affrontare, per la prima volta in un torneo, il mio “mentoreâ€. Ma soprattutto la mia gioia quando alla fine della battaglia sono emerso vincitore.

All'heads up siamo arrivato con Marcel in netto vantaggio di chips. Ma conoscendolo bene, sapevo che non avrei potuto dimostrare troppo timore reverenziale e così ho iniziato ad aggredirlo ad ogni buona occasione. E' stato anche uno scontro di stili diversi: Luske è un giocatore decisamente “loose aggressiveâ€, molto imprevedibile, mentre io sono nettamente più “tightâ€. Forse questa immagine ha giocato a mio favore e l'ho sfruttata nel migliore dei modi ottenendo rispetto dal grande professionista. Il punto di svolta è stato il mio double up con A7 contro A6 di Marcel.

Poco dopo un suo tentativo di trick (call con A5) si è schiantato contro il mio all in con AJ: due J tra flop e turn e game over per lui e grande soddisfazione per me. Soprattutto perché finalmente anche io posso dire di aver superato il maestro! Adesso vado a festeggiare...

 

Ciao a tutti!

 

Luca Pagano

 

DIARIO DI BORDO – Snowfest 2010, poker sulla neve!

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Più che diario di bordo in questo caso sarebbe meglio parlare di diario “alpinoâ€, visto che mi trovo sulle nevi austriache di Saalbach, in Austria. Qui è in fase di svolgimento la prima edizione dello “Snowfest†tappa invernale (e nevosa) dello European Poker Tour. Una bella manifestazione, anche un po' “glamour†se vogliamo dire così, visti i parecchi vip presenti e la location particolare ed elegante (il torneo si svolge al prestigioso Alpine Palace Hotel), alla quale non ho voluto mancare, in attesa di riscaldarmi poi al solo primaverile di Sanremo per la tappa italiana dell'EPT.

Bei nomi (Alberto Tomba e Boris Becker tra questi) e anche giocatori molto forti (Negreanu, Grospellier e gli amici Dario Minieri e Max Pescatori, tanto per citarne alcuni); in complesso 546 partecipanti, un bel numero per una tappa EPT all'esordio, e anche tanti tanti italiani!

Ho giocato il Day1B e come da sempre sostengo, la neve mi fa bene. Sarà che la montagna mi rilassa e mi mette nella giusta prospettiva mentale, ma ieri ho giocato un buon poker. Ero molto concentrato e soprattutto ho saputo foldare un paio di mani che mi sarebbero potute costare tantissimo. In entrambi i casi avevo un bel punto, la top pair, ma con la giusta azione dal flop in poi (prima con un check raise istant callato e poi con una continuation bet rilanciata dall'avversario al turn) sono riuscito a raccogliere le informazioni necessarie per capire che ero sotto rispetto agli avversari (una doppia coppia nel primo caso e un kicker migliore nel secondo) e quindi ho scelto di passare e risparmiare chips.

A volte la differenza tra una buona prestazione e una mediocre sta proprio nella capacità di saper foldare le mani che poi portano a disastri, anche quando si è in possesso di un punto.

Il momento più esaltante però, lo devo ammettere, è stato quando ho fatto “gioco, partita e incontro†contro Boris Becker! Ebbene sì, ho eliminato il mito tedesco del tennis anni ottanta! In buona sostanza ho chiamato un rilancio da mid con , insieme a Becker. Poi, siccome mi piace vincere facile, ho floppato  e ho fatto check in slow play insieme agli altri; un  al turn ha fatto bettare Becker sul quale ho rilanciato; lui fa call. Il river è una  e lui va ai resti, girando , felice del suo colore, ma il sorriso sparisce in fretta dal suo viso quando giro poker di 8! Meglio di così...

A fine giornata chiudo bene, con circa 97.000 chips, quinto tra gli italiani e tra i primi 30 nella classifica generale, ma soprattutto con ancora tanto gioco a disposizione.

Si riparte con il Day2 e ne riparleremo a fine giornata. Un saluto a tutti!

 

Luca Pagano

DIARIO DI BORDO – Odio le scale...

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Purtroppo è finito al Day2 il mio viaggio all'EPT Snowfest in Austria. Peccato perché mi stavo divertendo e giocando bene.

Non c'è molto da dire in verità. Partivo da uno stack solido, che mi consentiva un po' di azione prima che i bui diventassero pesanti. E invece per 4 livelli praticamente non ho visto carte. Quel poco che mi è arrivato e con cui ho chiamato alcuni raise preflop, con le prima tre carte sul tavolo è sempre diventato inutilizzabile. Quindi tra bui e qualche chiamata qua e là il mio stack ha iniziato a ridursi. Fino a che è arrivata la classica “sportellataâ€. Devo dire però che mi ha dato un po' di fastidio il modo in cui sono uscito, anche perché il mio avversario si è praticamente giocato quasi tutto il torneo su una draw a scala. Onestamente in un sit&go ci può anche stare, ma in un torneo di questa portata mi è sembrata una scelta un po' azzardata da parte sua. Comunque sia, credo di aver giocato correttamente la mano. L'avversario era di cutoff e ha rilanciato di 5600, con bui 1200/2400 e ante 200; due volte e mezza il buio. Io da big blind ho chiamato con in mano .

Il flop mi premia, presentadomi la top pair: . Per fargli capire che ho centrato un bel punto scelgo di fare un check raise, ma visto che ormai mi erano rimaste circa 35.000 chips, devo farlo andando in all in. E così avviene: lui punta un po' più di 6000 dopo il mio check e io gli rilancio in all in istantaneamente. Lui a questo punto ci pensa una vita. Lo sai che ho punto, non puoi non aver capito: sto giocando solido da ore, ho chiamato il raise preflop, ti faccio check raise...non ti vorrai mica giocare tutto con una draw vero? E invece sì, alla fine di tanto pensare chiama e gira , per 8 out complessivi con i quali giocarsi una bella fetta di torneo.

Purtroppo a questo punto mi entra in testa l'immagine della scala che si chiude e prontamente un bel  si materializza al turn. E ti pareva. Il board si conclude ironicamente con un  al river.

Vabbe', che dire, se non che odio le scale. E' andata così, ma mi resta la soddisfazione di aver giocato un buon poker “my wayâ€! Lo giudico comunque un buon segnale in vista dell'appuntamento con l'EPT di Sanremo, al quale voglio arrivare al top della condizione! Per questo adesso vi saluto e vado a riposare un po'. Alla prossima

 

Luca Pagano

DIARIO DI BORDO – Una vittoria senza giocare...

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Purtroppo non sono riuscito a partecipare all'ultima tappa sanremese dell'IPT, a causa di una serie di impegni accumulati anche per la concomitanza con due EPT, quello di Copenhagen appena concluso e quello che inizia questa settimana a Berlino. Avrò ancora una possibilità a Nova Gorica per cercare di fare un risultato all'Italian Poker Tour, che finora ho un po' trascurato come giocatore.

E tuttavia sono felice come se avessi centrato un “in the money†in un EPT, dal momento che questo tour mi vede coinvolto, assieme a mio padre e al nostro staff e all'imprescindibile supporto dello sponsor Pokerstars, nell'organizzazione diretta dei vari tornei. E questo a Sanremo è stata un vero e proprio successo: 488 giocatori iscritti nel main event (2000+200 € di buy in), record assoluto nelle 8 tappe fin qui disputate (il precedente apparteneva all'edizione veneziana del luglio scorso, con 439 partecipanti).

E' una grande soddisfazione, perché dimostra che questo tour piace e raccoglie un seguito crescente tra i giocatori italiani. E non solo, visto che la partecipazione di giocatori stranieri è stata alta anche in questa tappa e ben tre finalisti non erano italiani.

Tra l'altro non mi aspettavo proprio un successo di questo tipo, soprattutto perché le date non erano molto favorevoli, compresse tra due appuntamenti importanti dell'EPT.

Eppure grandi numeri e grande soddisfazione tra i giocatori, come mi è stato più volte attestato in questi giorni sanremesi.

Il successo dell'Italian Poker Tour è un mix di fattori diversi: la presenza di Pokerstars da un lato, dall'altro la competenza del nostro gruppo e l'esperienza, soprattutto di mio padre che è l'anima di questo lavoro, maturata in tanti anni di attività sul campo.

Voglio quindi ringraziare tante persone, ma alla fine il ringraziamento più grande va a tutti i giocatori italiani (e gli appassionati di poker in genere) che continuano a seguirci, testimoniando il loro gradimento per il nostro lavoro. Grazie davvero a tutti voi.

Ecco perché oggi, conclusa questa penultima tappa dell'IPT, mi sento un po' vincitore anch'io, pur non avendo preso parte al torneo. Amo il poker, sia quando gioco, sia quando ne faccio il mio lavoro senza carte e chips davanti.

Ma adesso è tempo di tornare a pensare a Luca Pagano giocatore: domani si parte per Berlino, inizia un'altra avventura targata EPT e non posso davvero mancare...

A presto con notizie fresche da Berlino, nel frattempo un saluto a tutti dal vostro

 

Luca Pagano

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Finalmente in libreria il mio libro!

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