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DIARIO DI BORDO – Out...

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Purtroppo per me l'EPT di Copenhagen è terminato un po' “in anticipo†rispetto alle mie aspettative! Sono uscito proprio all'ultimo livello della giornata, quando avrei potuto rimanere negli ultimi 79 giocatori e approdare al Day3 per giocarmi le chance della zona premio. Rammarico, parecchio rammarico. Non è stata una giornata brillante per tutto il gruppo azzurro devo dire, segnata da grandi difficoltà sin dall'inizio ma soprattutto dal fatto di trovare quasi sempre mani un po' “segnateâ€. Su 14 partiti nel Day2 alla fine gli italiani rimasti in gara sono solo 4 e io farò un tifo sfegatato per loro, perché possano “vendicare†una giornata amara. Forza Niccolò, Alfio, Francesco e Luca, sono con voi!

Sinceramente ho capito subito che non sarebbe stata una gran giornata per me, dal momento che ho trovato subito nei primi piatti in cui sono entrato con mani buone avversari carrozzati con monster hands! Ho preso subito un paio di sportellate e sono sceso quasi a metà del mio stack iniziale. Con pazienza ho cercato di recuperare ma se in situazioni così le carte non vengono in soccorso è dura. La resa dei conti è arrivata dopo la pausa cena, all'ultimo livello con bui 1500/3000 3 ante 300: con uno stack di circa 32.000 chips mi sono ritrovato KK in mano da middle position e non ho potuto fare altro che mandare tutto. Inevitabile, vista la giornata, trovare poche posizioni dopo un avversario con AA! Niente da fare, saluti e baci all'EPT di Copenhagen.

Ovviamente sono un po' deluso, anche perché come detto ieri mi sentivo bene e stavo giocando un buon poker. Se non altro non ho rimpianti per come ho disputato il Day2, che è stata veramente una giornata storta.

La cosa migliore in questi casi è comunque valutare un po' tutti gli aspetti del torneo disputato e fare tesoro delle situazioni di gioco in cui siamo incappati. Per il resto resettare l'amarezza e recuperare le forze, anche perché a breve si riparte, prossime destinazioni IPT di Sanremo dal 24 febbraio al 1 marzo e poi di nuovo EPT di Berlino dal 2 al 7 marzo. Meno male che mi piace viaggiare!

Un saluto a tutti dal vostro

 

Luca Pagano

DIARIO DI BORDO – EPT di Copenhagen: Day1B

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Ciao a tutti dal vostro Luca Pagano! Un breve aggiornamento dalla gelida Copenhagen dove si è da poco conclusa la prima giornata di questa tappa scandinava dell'EPT. Ho giocato nel Day1B, insieme ad altri 13 amici italiani e direi che a fine giornata le cose sono andate complessivamente bene: io ho chiuso con 86.600 chips, sopra average, e altri 8 azzurri ce l'hanno fatta ad approdare al Day2.

Il torneo come era nella previsioni è pieno zeppo di giocatori nordici, su 423 partecipanti due terzi sono danesi e scandinavi. E si sa che la loro scuola è contraddistinta da uno stile molto aggressivo.

Ma forse proprio per questo mi trovo bene in questa competizione. Il mio gioco piuttosto tight ma al tempo aggressivo (quando ho qualcosa di buono non mi faccio certo spaventare da questi giovani “demonietti†del poker) risponde bene a questo approccio a volte over aggressive. So di doverli aspettare con un punto buono e quando entro in gioco lo faccio in maniera molto decisa, per non lasciare loro l'iniziativa. Di base non puoi impostare contro di loro una strategia basata su bluff e trick plays: insomma poca fantasia e molta sostanza, come piace a me!

Poi, mano a mano che passano le ore al tavolo, in questo modo ti crei anche un certo rispetto e ogni tanto (mi raccomando ogni tanto!) puoi inserire qualche bluff o semibluff, qualche giocata un po' più spettacolare. Con giocatori così aggressivi invece funzionano bene slowplay e check raise, questo è evidente.

Sostanzialmente credo di aver giocato un buon poker, mi ero preparato bene mentalmente e con  una giusta strategia generale su come approcciare la competizione: questo a fine giornata mi ha ripagato con una buona posizione finale, dal momento che sono secondo tra i 14 italiani rimasti in gara, dietro all'amico Cristiano Blanco e intorno alla trentesima posizione nel chipcount generale.

Come dico sempre, è molto importante cercare di preparare i tornei nella propria mente prima di iniziare a giocare, stabilire la strategia generale, lo stile, immaginare i tipi di giocatori che si possono incontrare e pensare come affrontare specifiche situazioni di gioco che possono crearci dei problemi.

E' quello che intendo fare anche per il Day2, ma non prima di aver recuparato con una buona dormita!

Un saluto a tutti da Copenhagen, ci sentiamo dopo il Day2!

 

Luca Pagano

DIARIO DI BORDO – Deauville, bandierina ma con qualche rimpianto...

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Il mio primo EPT dell'anno, quello di Deauville, si è concluso sabato, al day3. Partendo dalla fine, mi sono piazzato al 72° posto, per la quattordicesima volta a premio in un EPT e ho così consolidato questo record che mi appartiene..

Al tempo stesso però devo ammettere di avere un po' di rimpianto, se non altro per come si erano messe le cose all'inizio. Ho iniziato la giornata in buona posizione nella classifica generale, con 260.000 chips, abbondantemente sopra average. Inoltre mi sentivo in buona condizione, stavo giocando bene seguendo le mie caratteristiche di gioco e, visto anche l'andamento dei due giorni precedenti, stavo ottenendo parecchio rispetto da tutti i tavoli ai quali avevo partecipato. La sensazione era nettamente positiva. E infatti mano dopo mano, piatto dopo piatto, nelle prime due ore e mezza di gioco guadagno parecchie chips, fino ad arrivare a quota 500.000 chips. Poco dopo “scoppia†la bolla e so che sono in the money per la 14sima volta in un EPT.

E forse a questo punto ho subito un vago senso di appagamento, che mi ha fatto “allentare un po' la catenaâ€! Poi si sa, il poker è fatto anche di episodi e spesso i tornei si decidono proprio intorno ad una sola giocata critica.

La mia arriva dopo poco più di tre ore di torneo: mi trovo sul bottone con , tutti foldano tranne il bottone che mi rilancia contro per la quarta volta in poco tempo. Questa volta decido di chiamare.

Il flop porta , per un flush draw per me. Il mio avversario punta in continuation bet, circa due terzi del piatto e io intravedo delle chance per la mia mano, dal colore al fatto che lui possa essere in bluff e decido quindi di proseguire a chiamare per vedere il responso del turn. Il turn è un , per cui ho anche “gut shot†con i 10 per una scala ad incastro, penso quindi al almeno 12 out; poso lo sguardo sulle chips delmio avversario e noto che ne ha circa 100.000, ormai quasi committed. Penso: se faccio check, al 100% mi manda tutto, se invece punto io per primo e magari lui non ha niente, potrebbe passare e io evito di perdere la mano allo showdown. Gli tolgo ogni dubbio e punto io per lui, mandando i suoi resti! Ovviamente il mio avversario con un  in mano non può passare e, dal momento che il river non mi porta uno dei miei out, perdo metà del mio stack.

Questa giocata mi è rimasta addosso per un bel po' e non sono riuscito a liberarmene psicologicamente subito, cosa che invece è determinante riuscire a fare in questi momenti cruciali; così circa un'ora dopo mi sono infilato in una mano che mi è costata un altro po' di chips, con un tentativo di bluff al river, che ho dovuto passare sul controrilancio del mio avversario.

A questo punto mi sono trovato in situazione quasi committed (120.000 chips con bui 5000/10000 e ante 1000) e ho scelto di mandare tutto con , trovando però il BB che mi copriva completamente con ! J e 9 suited sono due carte che non dimenticherò per un po'...

E' finito così il mio primo EPT dell'anno, con una soddisfazione da un lato ma anche con un po' di rimpianto per una sensazione che mi faceva ben sperare nei confronti di un possibile tavolo finale.

Va bene lo stesso, sono carico e ho voglia di disputare una bella stagione. In fin dei conti se l'anno comincia così...

 

Un saluto a tutti, alla prossima!

 

Luca Pagano

 

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Un saluto a tutti! Grazie alla vostra continua attenzione per quello che scrivo sul mio sito e su facebook e per i miei risultati di giocatore, ricevo molte domande alle quali cercherò un po' alla volta di rispondere in questa nuova rubrica. Mi piace cominciare da una richiesta di un giocatore che mi è arrivata qualche tempo fa, proprio perché tratta un tema particolare ma che ritengo avrà un forte sviluppo e impatto sul poker nei prossimi tempi. Continuate a scrivermi, a presto!

 

Domanda: Sono un giocatore di Texas Hold’em online e da un po’ di tempo ho fatto la scelta di farmi seguire da un preparatore mentale non per la tecnica di gioco, ma per gli aspetti “tattici†se possiamo definirli così. Ho potuto riscontrare un notevole beneficio sia dal punto di vista dei risultati che dal punto di vista della consapevolezza di come gioco e di quanto riesco a essere costante e in grado di controllare il mio personale approccio al gioco. In particolare, sono riuscito ad affrontare meglio alcune fasi critiche del torneo (o sit&go) come ad esempio quella del prebolla, superando paure e ostacoli che bloccavano un po’ il mio gioco. Inoltre il preparatore che mi ha seguito mi ha aiutato a consolidare una mia routine mentale di ragionamento, cosa che mi ha reso più sicuro nelle molteplici situazioni al tavolo. Tu cosa ne pensi e come giudichi l’apporto della preparazione mentale anche nel poker?

 

Risposta: Il poker è senza dubbio un gioco ad alta componente mentale, ma questo non solo nell’accezione ormai diffusa di riuscire a leggere psicologicamente l’avversario come ad esempio attraverso i tells, ma anche e soprattutto perché è un gioco dove la disciplina mentale fa la differenza. È sicuramente molto importante individuare i tells, avere presa psicologica sul tavolo o leggere gli avversari, ma essere forti psicologicamente significa prima di tutto arrivare ad un torneo nella giusta condizione mentale. Per questo motivo credo molto nella preparazione mentale, un approccio che deriva dalla psicologia dello sport.

Venendo a cosa ci può dare un preparatore mentale, ecco quello che si può apprendere:

-        Capacità di analisi: troppe volte nel poker, e questo riguarda anche grandi giocatori, si tende a dare per scontato un nostro modo di giocare, un certo approccio, così come l’abitudine (dura a morire) di incolpare la sfortuna quando le cose vanno male. Prima di tutto impariamo a scavare a fondo nel nostro gioco e nelle sue eventuali lacune tecnico-tattiche.

-        Vincere i propri demoni: lavorando con un preparatore mentale con una certa costanza soprattutto nel periodo iniziale, possiamo individuare e usare meglio i nostri punti di forza. Ma anche far emergere i nostri punti di debolezza: paura di essere eliminati e quindi incapacità di giocare nelle fasi critiche di un torneo (es., il prebolla), cattivo rapporto con il denaro che conduce a un atteggiamento troppo passivo nel gioco (o troppo indifferente alle perdite), difficoltà ad affrontare determinati tipi di giocatori (le bestie nere), etc etc.

-        Avere chiara la nostra sequenza mentale di decisione: essere in grado ogni volta che ci sediamo ad un tavolo di avere sotto controllo tutte le variabili necessarie per affrontare in modo ottimale le  tante decisioni che dobbiamo prendere (tipologie di giocatori, fase specifica del torneo, selezione delle starting hands, livello di aggressività etc.), è un elemento indispensabile per rendere solido il nostro gioco sia nei momenti critici sia in quelli di noia.

Tutti questi fattori si possono sicuramente ottenere o migliorare attraverso l’aiuto che ci può fornire un buon preparatore mentale, ancora meglio poi se è un conoscitore (non necessariamente un giocatore) delle specificità del poker: questo perché deve poter conoscere bene le dinamiche e i problemi, soprattutto di decisione, caratteristici del poker. Io stesso mi rivolgo di tanto in tanto a un preparatore mentale, con la comodità di poterlo fare online, sia se sto giocando un torneo e analizzando quindi alcune sensazioni o giocate dal vivo, sia come fase di confronto e analisi su quello che mi è successo in un torneo già giocato (o in una serie di tornei consecutivi).

Per questo non posso che essere d’accordo sull’importanza della preparazione mentale, e, a riprova di questo, ho da tempo aperto una rubrica speciale proprio su questo sito che è Poker e Mente.

DIARIO DI BORDO - EPT di Deauville: è day 3!

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Il 2010 è cominciato bene. In questi giorni sono a Deauville, nel nord della Francia, precisamente in Normandia, per la prima tappa dell'anno dell'EPT e le cose fin qui si sono messe piuttosto bene. Ho iniziato nel Day1B (469 giocatori al via in giornata e totali 768, un record per il torneo francese) e sono riuscito ad accumulare subito parecchie chips con il mio classico approccio “tight aggressiveâ€, anche perché volevo avere il tempo di studiare un po' la situazione generale del tavolo dal momento che al torneo ci sono un bel po' di “pezzi grossi†(Raymer, Grospellier, Coren, Isabelle Mercier, Minieri, Kravchenko, Lacay e molti altri). Devo dire sinceramente che ho trovato anche parecchio gioco con buone carte preflop e situazioni molto favorevoli dal board (set e scale...), ma onestamente si sa che se non c'è un po' di aiuto dalla dea bendata è difficile andare avanti, anche per i pro! E' altrettanto importante però saperlo ammettere perché significa avere sempre un occhio attento, anche critico, sul proprio gioco, per rendersi conto di come si sta giocando.

Detto questo, ho concluso il Day1 da chipleader di giornata con 193.100 fiches e nelle primissime posizioni della classifica generale. Nella fase finale della gara perdo qualche chips in un paio di bluff, ma ogni tanto è giusto provarci, soprattutto se giochi tight per tutto il giorno! Il momento forse più emozionante della prima giornata di gara è stato l'aver eliminato il più grande giocatore di biliardo di tutti i tempi, l'italo argentino Gustavo Zito, il quale ormai da oltre un anno si sta dedicando al poker professionistico: contro il suo set di K io gli ho chiuso una bella scala nuts e l'ho mandato a casa, forse a fare una partita a 5 birilli! Ops!

Sono passato così al Day2, giornata quanto mai critica perché segna la svolta verso la fase “in the moneyâ€, in ottima posizione. Anche in questa giornata sono partito bello chiuso e aggressivo, portando a casa diverse chips uncontested, dal momento che il tavolo mi mostrava parecchio rispetto. Poi a metà gara trovo anche uno “scoppio†mica male, quando con 1010 chiamo un all in di un avversario che mi gira QQ: il river però è strepitoso e mi regala il set!

Ho proseguito portando a casa ancora vari piatti, fino all'interessante cifra di 310.000 chips (con average di 150.000). Purtroppo anche ieri nella fase finale ho regalato qualcosa ad un avversario che probabilmente mi ha bluffato: in una cosiddetta “blinds warâ€, io rilancio da BB sullo SB (che si era solo adeguato), il quale a sua volta mi controrilancia in una sorta di trappola preflop. Il flop è   e lui mi instant betta un bel po' di chips...io ci penso, lo studio e alla fine foldo e lui a questo punto mi mostra solo una carta, un  , mah...

In ogni caso si chiude a 260.000, comunque un bello stack per riprendere i giochi oggi nel Day3. E sarà davvero una bella lotta per la fase in the money.

A domani per un aggiornamento dall'EPT di Deauville, nel frattempo un saluto a tutti dal vostro

 

Luca Pagano

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Finalmente in libreria il mio libro!

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