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19 Febbraio 2010
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Purtroppo per me l'EPT di Copenhagen è terminato un po' “in anticipo†rispetto alle mie aspettative! Sono uscito proprio all'ultimo livello della giornata, quando avrei potuto rimanere negli ultimi 79 giocatori e approdare al Day3 per giocarmi le chance della zona premio. Rammarico, parecchio rammarico. Non è stata una giornata brillante per tutto il gruppo azzurro devo dire, segnata da grandi difficoltà sin dall'inizio ma soprattutto dal fatto di trovare quasi sempre mani un po' “segnateâ€. Su 14 partiti nel Day2 alla fine gli italiani rimasti in gara sono solo 4 e io farò un tifo sfegatato per loro, perché possano “vendicare†una giornata amara. Forza Niccolò, Alfio, Francesco e Luca, sono con voi!
Sinceramente ho capito subito che non sarebbe stata una gran giornata per me, dal momento che ho trovato subito nei primi piatti in cui sono entrato con mani buone avversari carrozzati con monster hands! Ho preso subito un paio di sportellate e sono sceso quasi a metà del mio stack iniziale. Con pazienza ho cercato di recuperare ma se in situazioni così le carte non vengono in soccorso è dura. La resa dei conti è arrivata dopo la pausa cena, all'ultimo livello con bui 1500/3000 3 ante 300: con uno stack di circa 32.000 chips mi sono ritrovato KK in mano da middle position e non ho potuto fare altro che mandare tutto. Inevitabile, vista la giornata, trovare poche posizioni dopo un avversario con AA! Niente da fare, saluti e baci all'EPT di Copenhagen.
Ovviamente sono un po' deluso, anche perché come detto ieri mi sentivo bene e stavo giocando un buon poker. Se non altro non ho rimpianti per come ho disputato il Day2, che è stata veramente una giornata storta.
La cosa migliore in questi casi è comunque valutare un po' tutti gli aspetti del torneo disputato e fare tesoro delle situazioni di gioco in cui siamo incappati. Per il resto resettare l'amarezza e recuperare le forze, anche perché a breve si riparte, prossime destinazioni IPT di Sanremo dal 24 febbraio al 1 marzo e poi di nuovo EPT di Berlino dal 2 al 7 marzo. Meno male che mi piace viaggiare!
Un saluto a tutti dal vostro
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Luca Pagano






, tutti foldano tranne il bottone che mi rilancia contro per la quarta volta in poco tempo. Questa volta decido di chiamare.

, per un flush draw per me. Il mio avversario punta in continuation bet, circa due terzi del piatto e io intravedo delle chance per la mia mano, dal colore al fatto che lui possa essere in bluff e decido quindi di proseguire a chiamare per vedere il responso del turn. Il turn è un
, per cui ho anche “gut shot†con i 10 per una scala ad incastro, penso quindi al almeno 12 out; poso lo sguardo sulle chips delmio avversario e noto che ne ha circa 100.000, ormai quasi committed. Penso: se faccio check, al 100% mi manda tutto, se invece punto io per primo e magari lui non ha niente, potrebbe passare e io evito di perdere la mano allo showdown. Gli tolgo ogni dubbio e punto io per lui, mandando i suoi resti! Ovviamente il mio avversario con un 
in mano non può passare e, dal momento che il river non mi porta uno dei miei out, perdo metà del mio stack.
, trovando però il BB che mi copriva completamente con 
! J e 9 suited sono due carte che non dimenticherò per un po'...
, mah...


