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DIARIO DI BORDO – World Cup VI

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Sarà che l'azzurro mi piace (anche se la divisa quest'anno buttava più verso il nero), sarà che l'idea di rappresentare il nostro paese in una competizione di poker per nazioni mi rende orgoglioso, ma la World Cup è sempre una grande emozione!

Così anche quest'anno ho avuto l'onore e al tempo stesso la soddisfazione di poter capitanare la nazionale italiana di poker alla VI edizione della World Cup che si è appena svolta alle Bahamas, in occasione del recente Pokerstars Caribbean Adventure, e una volta di più ho potuto assaporare l'emozione che provano tanti atleti di casa nostra quando indossano la maglia azzurra nelle loro discipline sportive.

Che cos'è la World Cup di poker? 9 squadre nazionali composte da 5 giocatori ciascuna (un capitano) che si affrontano per tre giorni di gara per un titolo, quello di campione del mondo di poker a squadre!

E' una competizione molto particolare, con una formula piuttosto articolata, in particolare quella di quest'anno, che provo brevemente a riassumere: si comincia con una fase di sit&go (da 9, 6 e 4 posti) che distribuisce un punteggio in base al risultato ottenuto in ogni singolo tavolo. Alla fine di questa prima fase i team vengono ordinati in base al punteggio ottenuto. La nazione che ottiene il punteggio più alto riceve direttamente un posto al tavolo finale, mentre le squadre che si piazzano dal 2° al 9° posto si affrontano in heads up nella seconda fase. Le squadre ricevono quindi altri punti da questi heads up che determinano gli stack di partenza  per la terza e ultima fase, nella quale la prima in classifica parte con 100.000 chips, le altre a scalare da 90.000 a 20.000 chips, divise per il numero di giocatori (5). Nella terza fase, quella del tavolo finale appunto, i team alternano i loro membri ogni 20 minuti, ognuno con il proprio stack e se un membro della squadra perde tutte le proprie chips prima del cambio viene sostituito dal giocatore successivo. Alla conclusione del tavolo finale viene consacrata la squadra vincitrice della World Cup.

Volete un’idea del livello della competizione? Ecco l'elenco delle 9 nazioni che

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DIARIO DI BORDO - PCA, niente da fare...

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Quando si immaginano le Bahamas la mente corre subito verso un sole meraviglioso, abbronzatura garantita, spiagge incontaminate e mare cristallino. Tutto questo corrisponde a realtà, ve lo posso assicurare, ma purtroppo non quando c'è di mezzo un torneo di poker come il PCA (Pokerstars Caribbean Adventure, l'appendice ai Caraibi dell'EPT). Quando si arriva per giocare una manifestazione di questo tipo, il tempo per il relax è pochissimo, praticamente si viene catapultati dall'albergo direttamente alla sala da gioco e lì tra un evento e l'altro si mettono radici.

Però devo dire che dopo tanti anni che prendo parte a questa competizione il fascino e l'emozione sono sempre intatti. Oltre alla location che è davvero fantastica, bisogna dire che qui convergono tutti i migliori giocatori del mondo; è l'occasione, insieme alle WSOP, per i più forti giocatori europei di misurarsi con i campionissimi d'oltreoceano, i quali per vari motivi non frequentano in maniera massiccia le tappe continentali dello European Poker Tour. Una sorta di piccolo campionato del mondo, che quest'anno ha battuto il record precedente di partecipanti, con più di 1500 iscritti al main event. Vi do solo qualche nome, una lista molto parziale di chi si aggira per le sale da gioco in questi giorni: “il maestroScotty Nguyenâ€, Mike Matusow, Johannes Strassmann, Bertrand "Elky" Grospellier, Humberto Brenes, Johnny Lodden, Peter Eastgate, Daniel Negranu, Victoria Coren, William Thorson,, Joe Cada, Vanessa Rousso, Annette Obrestad, Phil Ivey, Carlos Mortensen, Dario Minieri e Barry Greenstein e chi più ne trova più ne metta!

Con una presenza così imponente di giocatori di altissimo livello la tensione è davvero alta e non ci si può concedere errori o distrazioni. Per questo motivo scelgo un approccio al torneo estremamente tight, in modo da entrare nelle mani solo con le carte migliori, in modo aggressivo e ottenere rispetto da ogni tavolo al quale siedo, anche se pieno di giocatori professionisti.

Questa strategia di solito mi paga abbastanza bene, a patto però che un po' di carte ogni tanto arrivino. Purtroppo non è stato così e i vari dealer sono stati veramente avari nella distribuzione delle carte. Ho veleggiato sostanzialmente sempre sotto average, recuperando qualcosa negli ultimi livelli, ma trovandomi dopo una brutta botta piuttosto corto all'ottavo livello, l'ultimo della giornata.

Ero rimasto con 9000 chips e bui 400-800 con ante 100, praticamente committed. Su un flop 10 8 2, io con A8 devo mandare tutto, ma trovo un avversario attrezzato con KK (ben tenuto nascosto preflop) che mi spedisce a dormire.

Insomma un torneo per me piuttosto deludente sotto il profilo del risultato, mi auguro che gli altri italiani rimasti in gara possano difendere fino alla fine i colori azzurri. Posso solo dire di aver beneficiato della vista della splendida modella canadese Jayde Nicole, con la quale sono stato seduto al tavolo per buona metà del torneo. Brava e incantevole!

In realtà adesso un po' di consolazione me la prendo: ho l'occasione di godere almeno un po' di quel mare e sole che finora ho solo intravisto, aspettando di cimentarmi nella World Cup, la competizione internazionale a squadre dove anche quest'anno avrò l'onore di capitare quella italiana e dove cercherò di dare il meglio!

Nel frattempo un saluto dal vostro


Luca Pagano

DIARIO DI BORDO – Tirando le somme...

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Il 2009 se ne sta andando ed è tempo di tirare le somme. La mia annata come giocatore di poker si è conclusa in modo positivo, con il quinto posto al torneo Italian Champions of poker, promosso da Sisal poker, ed è stato un buon risultato in un torneo altamente spettacolare che ha portato ai tavoli da gioco i migliori “players†italiani, anche se per l'ennesima volta non ho centrato il podio. Ma tutto il 2009 è stato un anno indimenticabile per me. E' stata la migliore stagione pokeristica di sempre, con i 3 tavoli finali EPT (Dortmund, Varsavia e Praga) e il 55° posto al Grand Final di Montecarlo, ulteriore piazzamento “in the moneyâ€; risultati che mi hanno regalato i primati in entrambe queste graduatorie e il primo posto nella speciale classifica EPT.

Ma la cosa più importante è che ho ritrovato un'ottima condizione psico-fisica per giocare a poker e soprattutto la voglia di farlo. Non posso dire che il 2008 fosse andato male, con il tavolo finale e 6° posto a Montecarlo e due piazzamenti a premio (EPT a Copenhagen e WSOP, no limit $ 1.500), ma sostanzialmente la carica agonistica non era stata adeguata, ero piuttosto scarico dal punto di vista mentale e questo si rifletteva nel mio gioco.

Quest'anno invece ho ritrovato gli stimoli per competere ancora ad alto livello (e state tranquilli lo voglio fare ancora per un po'!) e questo mi consente di focalizzarmi sugli aspetti tecnici del mio gioco, di migliorarlo e di essere sempre ben presente al tavolo.

Tutto questo nonostante i miei altri impegni lavorativi non siano diminuiti, ma la verità è che sono riuscito a trovare un equilibrio importante nella mia vita e questo è indispensabile se si vuole intraprendere la professione del giocatore. E' un consiglio che mi sento di dare a tutti: se volete provare la strada del professionismo, prima di tutto organizzate la vostra vita nella maniera più efficace, con i giusti tempi per il poker e quelli per voi stessi, e metteteci tanta tanta disciplina!

A questo punto che cosa mi aspetto per il 2010? Per prima cosa ancora parecchio poker ad alto livello. Ripetere l'annata che sta per finire non sarà facile, però mi va di crederci e di provarci. A gennaio si riparte dal PCA, il Pokerstars Caribbean Adventure, sorta di appendice alle Bahamas dell'EPT, ed è un appuntamento davvero importante, un torneo molto impegnativo e lungo, che richiama il meglio del poker mondiale nell'isola dei Caraibi. Ricomincio da lì con la voglia di ben figurare e poi passo dopo passo affronterò le varie tappe dell'EPT e dell'IPT. Ad aprile ci sarà quella italiana dell'EPT a Sanremo e fare un buon risultato “in casaâ€, sarebbe proprio un obiettivo importante per il 2010, perché raggiungere un risultato davanti agli occhi di chi da così tanti anni continua a sostenermi e a credere in me costituirebbe la soddisfazione più grande.

Per questo motivo desidero concludere proprio ringraziando tutti voi, perché senza il vostro aiuto, il vostro continuo incitamento e l'interesse che continuate a dimostrare nella mia attività di giocatore non ci sarebbe stato un 2009 come questo per me. E' grazie a voi se ho ritrovato la voglia di poker e soprattutto se, ricordando le parole dell'indimenticabile Paul Newman in un grande film sul biliardo, “sono tornatoâ€...!


Augurando a tutti voi un buon Natale e un felice (e vincente!) anno nuovo, un saluto dal vostro


Luca Pagano

DIARIO DI BORDO - BAHAMAS, PCA: Inizio del viaggio!

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Se si prende il mio passaporto, le prime pagine portano i seguenti timbri: 2 Gennaio 2008 - Bahamas; 15 Giugno 2008 -

Las Vegas; 3 Gennaio 2009 - Bahamas - 20 Giugno 2009- Las Vegas.

 Oggi e' il 3 Gennaio 2010 e la destinazione..la lascio indovinare!

 Un po' mi dispiace partire, finalmente avevo trascorso qualche giorno a casamia..rilassato e ingrassato per bene! E non c'e' posto migliore di casa propria se si e' abituati a vivere sempre tra vari alberghi e con le valigie in mano..

 Pero' in questo caso si tratta dell'Atlantis Resort Hotel, qualcosa per cui vale lapena lasciare la propria base e fare un viaggio di 23 ore!

 Quest'anno il programma tornei alle Bahamas e' impressionante. Per chi non lo conoscesse, il torneo-festival e' chiamato PCA: PokerStars Caribbean Adventure. Una tappa oltreoceano del circuito EPT.

E quest'anno arrivo al PCA davvero carico: negli ultimi 4 tornei giocati, ho fatto 3tavoli finali, di cui 2 su 3 erano EPT.. chiaro, non può' sempre girare bene, pero'chissà', potrebbe essere di buon auspicio e iniziare il 2010 con un bel risultato sarebbe l'ideale.. specie in previsione delle prossime World Series di Las Vegas..

Per ora, i due tornei che giocherò' sicuramente saranno il Main Event del PCA e la World Cup, dove anche quest'anno saro' onoratissimo di capitanare la Nazionale Italiana.

 Il Main Event prevede circa 1.500 iscritti (LOL), la World Cup prevede 3 giorni dimini tornei in varie discipline.. in altre parole, divertimento assicurato!

 Moltissimi altri tornei sono in programma, dai mix events, agli head's up, dai short-handed, ai multi tornei con il proprio computer, l'high-roller.. non sono mai stato un amante dei side events, mi piace concentrarmi e dare il massimo nei mainevent.. ma vedremo le sensazioni giorno per giorno.. e decideremo insieme..

 vi terro' aggiornati il più' possibile, nel frattempo, auguro a tutti uno splendido 2010!

 

Un abbraccio,

Luca.

DIARIO DI BORDO – Sanremo, torneo di Sisal poker.

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Un saluto a tutti! Scusate il prolungato silenzio di questi giorni, ma numerosi impegni di lavoro mi hanno veramente bloccato impedendomi anche di partecipare al recente IPT di Sanremo, che ho dovuto vivere come spettatore. Purtroppo le mie attività “extra giocatore†continuano ad essere piuttosto pressanti, soprattutto il mio lavoro di organizzatore di tornei insieme a mio padre Claudio e il commento per Poker1mania che ultimamente ha raddoppiato il numero di puntate che ogni settimana devo realizzare.

Però adesso sono nuovamente a Sanremo e questa volta in veste di giocatore per partecipare all'interessante torneo organizzato da Sisal poker. Si tratta di una manifestazione particolare, con un numero limitato di iscritti (64) e un buy piuttosto importante (€ 3500, il più alto in Italia per un torneo, EPT a parte), che ha richiamato il meglio dei pokeristi italiani. Un po' di nomi? Dario Minieri, Max Pescatori, Claudio Rinaldi, Dario Alioto, Alessandro Pastura, Marco Traniello, Alessio Isaia, Salvatore Bonavena, Riccardo Lacchinelli e mi scuseranno quelli che non cito, ma in sostanza dovrei mettere i nomi di tutti e 64! D'altro canto il montepremi è piuttosto appetibile, con quasi 200.000 in palio!!!

Il mio Day1 è partito abbastanza in sordina, poche carte, poco gioco e come al solito partenza “chiusa†per me. Riemergo dalla nebbia con un buon double up su Francesco Nguyen, ma alla fine della giornata chiudo nelle ultime posizioni del chipcount, 37esimo, con 19900 chips.

Il Day2 inizia con una mano un po' spettacolare (almeno per me...) e rocambolesca ai danni dell'amico Carmelo Vasta, quando entrambi in all in preflop giriamo (io) e (lui): io invoco Sanremo come città dei fiori e “il santo†mi gira un flop del tipo...ogni commento è superfluo!

Qualche alto e basso nelle fasi successive fino a che un bel raddoppio su Niccolò “Luisgallo†Caramatti ( io contro  di Niccolò) mi porta negli ultimi due tavoli; al mio, tra i vari campioni, c'è Dario Alioto, con il quale è parecchio tempo che non “incrocio†le carte. Così ci stuzzichiamo per un po', senza farci male, fino a che arriva una mano importante: io sono di SB con  in mano e tento di rubare il BB (Alioto) con un rilancio preflop; lui chiama e il flop mi scende abbastanza favorevole: . Dario però è un giocatore molto aggressivo e che non accetta facilmente gli attacchi “ingiustificatiâ€, e per questo motivo, visto che il board è abbastanza “rag†preferisco fare check e aspettare per qualcosa di più “legittimo†per attaccare al turn. Anche lui check. Il turn è un  e qui ci posso provare: faccio un buon bet (15.000 con bui 2000-4000), lui ci pensa una vita e controrilancia 3 volte la mia puntata. Qualcosa non mi convince nel suo atteggiamento e soprattutto nella pensata che ha fatto; d'altro canto un punto ce l'ho e opto quindi per callare. Il river è un , un mattone che non può aver cambiato le sorti della mani rispetto al turn; lui punta 67.000, a me restano 107.000 chips...se perdo sono short, parecchio short. Però nella testa mi è rimasto qualcosa di dubbioso per la sua puntata al turn, continuo a non essere convinto. Ci penso una vita, ma alla fine mi ricordo che in certi casi le sensazioni contano (supportate da un adeguato ragionamento ovviamente!) e alla fine chiamo, giro le mie carte e lui mucka! Il mio 10 ha retto, dario era in bluff completo!

Soddisfatto di questa giocata che mi porta in alto nel chipcount, mi chiudo un po', tiro i remi in barca e approdo agli ultimi 8 del tavolo finale. Questa la composizione:

 

Caramatti 431.000
Lepore 373.000
Bonavena 244.000
Tinnirello 234.000
Pagano 230.000
Della Penna 118.000
Alioto 114.000
Pengue 100.000
Cipollini 74.000

E questa la suddivisione dei premi:

 

1 €72.000,00
2 €44.000,00
3 €26.000,00
4 €18.500,00
5 €14.000,00
6 €10.000,00
7 €8.000,00
8 €6.155,00

 

Che dite, ci proviamo? Ne vale la pena! A domani per un resoconto di come è andato questo tavolo finale del torneo Sisal poker a Sanremo!

 

Ciao a tutti da

 

Luca Pagano

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Finalmente in libreria il mio libro!

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