Botta & Risposta - foldando si vince?

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Ciao a tutti! Torna la rubrica con le risposte alle vostre domande. Questa arriva direttamente dalla redazione del magazine Calcio2000, con il quale collaboro ormai da alcuni mesi con uno spazio dedicato al poker. Continuate a scrivermi numerosi, nei limiti del possibile cerco di rispondere a tutti. 
Ciao!
Luca Pagano

Carissimo Direttore, lei non ci crederà ma ho cominciato ad appassionarmi al Texas grazie a lei e alla sua rubrica. Pensavo fosse un hobby per gente sfigata ed invece lo adoro. Dico a tutti che si tratta di uno sport difficile e bello, mi sto divertendo molto. Vorrei chiedere ai super esperti della sua rubrica un paio di domande: 1) Spesso, foldando molto, raggiungo il podio nei tavoli online, è una tecnica non bella ma che frutta, mi sbaglio? 2) Ma è vero che non si possono organizzare tornei nei bar di Texas? Perchè?

 

luca_pagano
Salve, sono molto contento che la scelta di una rivista importante come Calcio2000 di aprirsi al poker stia portando i suoi frutti, facendo appassionare a questo bellissimo gioco molte persone che ancora non lo conoscono con precisione. E ti ringrazio anche per averlo chiamato uno sport, definizione che fa onore a questo gioco, anche se forse la più corretta è “sport della mente”, così come è stato sancito dal comitato olimpico omonimo. Veniamo alle tue domande. Nella prima tocchi uno dei punti chiave di questo gioco: saper foldare una mano perdente è decisivo in questo gioco, molto più che essere propensi a bluffare. I tornei molto spesso si vincono rinunciando a proseguire una mano, anche quando questa potrebbe sembrare vincente. I grandi giocatori sanno passare anche i punti forti, perchè riescono a prendere informazioni dagli avversari e capiscono se le loro carte sono dominate da quelle degli avversari. Risparmiano fiches quando invece il giocatore inesperto cadrebbe nella trappola di giocarsi tutto partendo in svantaggio. Complimenti, sei già sulla buona strada. Il secondo punto che poni lo abbiamo già discusso altra volte in questo spazio. Attualmente la legislazione non consente il gioco del poker (anche se in forma gratuita) nei locali pubblici, che non siano i casinò riconosciuti. In verità c'è un po' di confusione al momento e alcune questure lo consentono, sulla base di sentenze di tribunali che hanno accolto i ricorsi di alcuni circoli. In ogni caso, prima di prendere qualsiasi iniziativa in proposito, il mio consiglio è sempre lo stesso: consultate la questura della vostra città.
Salve, sono molto contento che la scelta di una rivista importante come Calcio2000 di aprirsi al poker stia portando i suoi frutti, facendo appassionare a questo bellissimo gioco molte persone che ancora non lo conoscono con precisione. E ti ringrazio anche per averlo chiamato uno sport, definizione che fa onore a questo gioco, anche se forse la più corretta è “sport della mente”, così come è stato sancito dal comitato olimpico omonimo. Veniamo alle tue domande. Nella prima tocchi uno dei punti chiave di questo gioco: saper foldare una mano perdente è decisivo in questo gioco, molto più che essere propensi a bluffare. I tornei molto spesso si vincono rinunciando a proseguire una mano, anche quando questa potrebbe sembrare vincente. I grandi giocatori sanno passare anche i punti forti, perchè riescono a prendere informazioni dagli avversari e capiscono se le loro carte sono dominate da quelle degli avversari. Risparmiano fiches quando invece il giocatore inesperto cadrebbe nella trappola di giocarsi tutto partendo in svantaggio. Complimenti, sei già sulla buona strada. Il secondo punto che poni lo abbiamo già discusso altra volte in questo spazio. Attualmente la legislazione non consente il gioco del poker (anche se in forma gratuita) nei locali pubblici, che non siano i casinò riconosciuti. In verità c'è un po' di confusione al momento e alcune questure lo consentono, sulla base di sentenze di tribunali che hanno accolto i ricorsi di alcuni circoli. In ogni caso, prima di prendere qualsiasi iniziativa in proposito, il mio consiglio è sempre lo stesso: consultate la questura della vostra città.

Luca Pagano

DIARIO DI BORDO – 16!

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Un saluto a tutti dall'EPT di Vilamoura, Portogallo, dove ieri si è giocato il Day3 della manifestazione e che ha visto il famigerato scoppio della bolla. Esattamente come già accaduto un mese fa a Tallinn in Estonia, nella prima tappa EPT di quest'anno, io festeggio a metà: da un lato sono felice perchè sono per la 16esima volta in the money e consolido questo record; dall'altro c'è un bel po' di amarezza perchè sono uscito poco dopo, in maniera decisamente sfortunata. Vediamo come sono andate le cose.

Allo start di ieri mancavano 14 eliminazioni prima dello scoppio della bolla. Io partivo con 105.000 chips, una quota discreta ma che non mi garantiva a priori la sicurezza di andare a premio, visto che dietro di me c'erano circa una ventina di posizioni. La sicurezza è arrivata verso la fine del primo livello, quando ho vinto un bel piatto che mi ha portato sopra average. Su bui 1600/3200 arriva un raise del bottone per 10.000 che io chiamo da SB con . Sul flop  l'avversario va in continuation per circa 13.000 e io instant call per fargli capire che ci sono nella mano. Il turn è : lui betta 23.000 e io, anche se qui comincia a pesare, non posso mollare la presa. Il river è un mattone pieno, un, sul quale lui si arrende: entrambi check e mi mostra  per un tentativo di bluff andato male. Con questo piatto salgo a 200.000, in zona sicurezza, mentre le eliminazioni procedono velocemente in sala. Infatti meno di un'ora dopo sono in the money per la 16esima volta!

A breve però sono in arrivo le bad news...prima un classico coin flip dove parto sopra (88 io contro Kournikova dell'avversario che pesca) e nella mano successiva piglio la sportellata che chiude il conto: Marco Leonzio apre da mid per 12.500 e io da bottone chiamo con AJ. Il flop è raibow con un J e due carte basse: lui fa check, io betto 17.000 e lui mi va in all in. A quel punto a me restavano circa 60.000, per cui in ogni caso sarei stato committed: chiamo e allo showdown mi trovo addirittura in vantaggio rispetto alla sua coppia di 10. Purtroppo per me non era destino, perchè il river gli regala uno dei due out.

Avessi vinto il coin flip precedente e questa mano, probabilmente sarei qui a raccontarvi una storia  diversa e francamente questo mi dà un po' di amarezza: tanti bei risultati, ma la sensazione che si prova nell'accedere ad un tavolo finale è un'altra cosa e mi manca parecchio.

Mi tengo dentro gli aspetti positivi, l'ennesima “bandierina” e l'aver aumentato la leadership nella classifica EPT; ma soprattutto la consapevolezza di essere in forma e con la voglia di una grande stagione di tornei.

Per il resto oggi faccio lo spettatore e tifo per i 4 azzurri rimasti in gara che oggi se la giocheranno per il final table: Fabrizio Ascari, Nicolò Calia, Marco Leonzio e Claudio Cecchi. Forza ragazzi, sono con voi!

Da Vilamoura per quest'anno è tutto. Ci risentiamo presto, per la quarta tappa dell'Italian Poker Tour a Nova Gorica. Un saluto a tutti gli appassionati di poker dal vostro

 

Luca Pagano

Calcio 2000 - Agosto 2010

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Calcio2000_ago_2010_1

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Intervista - From Video to Radio

The_Untouchables

Clicca qui per ascoltare l'intervista

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Finalmente in libreria il mio libro!

copertina


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